scuolaPROGETTO “LA COMICITA DEL ASCOLTO 2014\2015”
EDUCAZIONE COMICO-RELAZIONALE
L’Arte del Clown e l’integrazione dell’individuo
L’espressione dell’essere oltre le diversità

PREMESSA
Non si può pensare al posto dell’altro, non si può dare delle risposte al posto dell’altro, comunicare e relazionarsi significa nutrirsi, apprendere e convivere con la diversità. La proposta che segue è basata sull’esperienza pluriennale del Teatro C’art nell’ambito educativo, facendo riferimento diretto alla gestualità quotidiana dell’individuo e alla comicità non verbale come una possibilità ludica interrelazionale nella scuola.

METODO
L’Educazione comico-relazionale è il frutto di un studio che trova la sua centralità nella diversità, operando sulla maturazione dell‟identità individuale e sulla relazione tra le persone,credendo questi, elementi costruttivi di una pedagogia orientata a valorizzare la ricerca del significato nelle attività che si propongono ai giovani.
Si tratta quindi di un lavoro che modifica l‟approccio educativo e favorisce una metodologia che mette al centro l’allievo , i suoi desideri, le sue motivazioni, la sua crescita personale, usando la comicità come guida verso la conoscenza di se e dell’altro.

OBBIETTIVI GENERALI
Il lavoro ha come obbiettivo lo sviluppo della conoscenza corporea e creativa nei bambini e ragazzi, il rinforzo il loro carattere, il rapporto tra loro, la comunicazione e l’espressione artistica. L’obiettivo dell’attività in generale è quello di contribuire alla formazione dell’identità nei bambini e ragazzi, partendo dalla conoscenza del proprio corpo, attraverso una serie di esercizi con un taglio ludico che permettano l’assimilazione dell’attività tramite il gioco.

OBBIETTIVI SPECIFICI
La scelta del linguaggio non verbale durante gran parte dell’attività, stimola il lavoro a livello di sensazioni, dove le emozioni vengono affrontate sempre in modo giocoso aprendo così una finestra verso la fiducia nel gioco a gruppo.
La figura del clown viene trasmessa agli allievi come l’estensione comica del nostro corpo. Il clown rappresenta la nostra parte istintiva, la stupidità naturale che ciascuno individuo esprime in modo più o meno inconsapevole. L’uso della consapevole della“stupidità” per l’educatore, stimola l’intelligenza e l’interesse nella classe, essa è il canale che ci permette di stabilire un compromesso tra la formalità educativa e l’informità infantile e adolescenziale durante l’apprendimento. Il Clown nel gioco non assume una postura infantile per imitazione, il clown dai bambini recupera l’ingenuità, senza smettere di essere comunque un adulto, quindi non rappresenta una parte e fa finta, ma piuttosto si identifica, giocando insieme.
Il percorso laboratoriale proposto vuole valorizzare e intensificare le relazioni interpersonali nell’ambito scolastico attraverso il concetto della diversità come una risorsa e non come un disagio; per ciascun individuo disabile e non.
RISULTATI ATTESI
° Gli allievi parteciperanno al laboratorio e in maniera progressiva, aumenteranno le proprie capacità espressive e riusciranno a creare, in libertà e interazione tra sé e gli altri.
° Un lavoro mirato all‟accrescimento della propria consapevolezza corporea, legata soprattutto all‟apprendimento di una gestualità comica non verbale.
° Approfondimento delle proprie capacità, individuazione e sviluppo delle proprie risorse espressive.
° Gradimento di insegnati e famiglia

STRUMENTI E INDICATORI PREVISTI PER IL MONITORAGGIO E LA VALUTAZIONE
° Osservazione e documentazione del lavoro attraverso: materiale video, fotografico, grafico, testimonianze degli allievi, relazione scritta a fine percorso.
° Schede di osservazione sulla progressione del lavoro nel laboratorio e di rilevazione delle competenze sviluppate dai ragazzi (I ragazzi ridono di più, sono più ironici, acquistano gradualmente più scioltezza nell‟uso del corpo, sono più disponibili a esprimere emozioni, a integrarsi, ecc)

MODALITA’
Si tratta di un percorso pratico realizzato con l’intera classe, che inizialmente valorizza la scoperta della gestualità comica personale, con riscaldamento corporeo, giochi a ritmi diversi e con esercizi di concentrazione fisica, per passare poi all’improvvisazione individuale con il naso da clown. Il laboratorio prosegue nella ricerca di vestiti, come parte integrante del clown di ognuno, finalizzato alla realizzazione d’azioni sceniche a coppia e a gruppo.
Nella parte conclusiva del laboratorio gli esercizi sono impostati avendo come riferimento le due figure fondamentali nella clownerie: Il Clown Bianco (intelligente, fiero di se, superiore) e il Clown Augusto ( con le scarpe rotte, stupido, ingenuo con reazioni sempre rallentate agli avvenimenti che li capitano). La formalità e L’istintualità, aspetti distinti contrastanti e comunque inseparabili.

PARTECIPANTI
Bambini della Scuola dell’Infanzia e Primaria, ragazzi della Scuola Secondaria di Primo grado

PARTECIPAZIONE DELL’INSEGNANTE
La partecipazione dell’insegnante durante il laboratorio può essere come osservatore; in questo caso analizza il comportamento dei bambini/ragazzi e il loro rapporto con l’esperto. Oppure può partecipare direttamente alla attività pratica; in questo caso realizza il percorso formativo “alla pari”. In ciascuno dei casi è importante da parte degli insegnanti non interferire nello svolgimento del lavoro, una volta che la metodologia applicata durante la lezione prevede momenti di sfogo e libertà da parte degli allievi, con l’obbiettivo di identificare i casi più disagiati e allo stesso tempo provocare reazioni di contrasto nei partecipanti che spesso presentano un comportamento quotidiano regolare.

AMBIENTE
L’ambiente ideale per l’esecuzione del progetto deve essere una stanza (aula) sgombra di banchi e arredi. È estremamente importante che l’ambiente sia il più protetto possibile da interferenze esterne.

RICHIESTA PROGETTI 2014 2015